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lo stalking 2 parte

TIPOLOGIE DI STALKERS 

Esaminando il profilo psicologico di numerosi stalkers, è possibile individuare alcune tipologie di molestatori

  • il risentito (o rancoroso) E’ sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o un torto subito ed è

quindi alimentato dal desiderio di vendetta. Si tratta di una categoria pericolosa perché, a causa del forte risentimento, tali soggetti hanno uno scarso esame di realtà

  • il bisognoso d’affetto  E’ alla ricerca di una relazione e di attenzioni riguardanti l’amore o l’amicizia. La

vittima prescelta è una persona che si ritiene possa soddisfare tale desiderio attraverso la relazione desiderata. Questa categoria include anche la forma “delirio erotomane”, in cui il bisogno di affetto viene erotizzato e lo stalker tende a leggere nelle risposte della vittima un desiderio a cui lei resiste.

L’idea di un rifiuto è vissuto come un attacco intollerabile alla propria persona. Pertanto questo tipo di stalker si difende respingendo la percezione reale dell’altro sostituendola con quella immaginaria. Il rischio di violenza non è immediato, ma aumenta con il passare del tempo. Possono presentare disturbi mentali abbastanza variegati che vanno dalla schizofrenia, al disturbo di personalità narcisistico. Le sanzioni penali non si rivelano molto efficaci perché interpretate come una prova da superare

  • il corteggiatore incompetente   Tiene un comportamento alimentato da scarsa competenza relazionale,

manifesto da comportamenti opprimenti, espliciti, aggressivi. E’ un tipo di stalker meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della vittima, ma tende a cambiare comportamento e vittima

Questo tipo di stalker può diventare violento quando la vittima gli oppone resistenza

  • Il respinto (ex partner) Diventa persecutore in risposta ad un rifiuto. In genere è un ex che mira a

ristabilire la relazione o a vendicarsi per l’abbandono subito. I suoi comportamenti  sono estremamente duraturi nel tempo e non si lascia intimorire dalle reazioni negative della vittima.

La persecuzione rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile perché vissuta come minaccia di annientamento personale. Sono frequenti storie di violenza nei confronti del partner durante la relazione che continuano anche dopo la rottura. Alcuni di loro presentano marcate anomalie caratteriali, dipendenza, tratti narcisistici o paranoici e/o abuso di sostanze. Possono essere presenti veri e propri disturbi mentali

  • Il predatore  E’ un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere

pedinata, inseguita e spaventata. La paura eccita questo tipo stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Diventa violento a distanza di tempo. Può colpire i bambini ed essere  rappresentato da pedofili o feticisti. Gli stalker di questa categoria sono rari ed appartengono al sesso maschile. Mostrano problemi di autostima, nel funzionamento sociale e nelle relazioni sessuali.

IDENTIKIT DELLO STALKER

Circa il 10% soffre di una psicopatologia grave con totale perdita di contatto della realtà. Il 70% presenta una rigidità nelle relazioni, che si traduce in una difficoltà di gestione delle relazioni interpersonali. Questo fenomeno è riconducibile ad uno stile di attaccamento insicuro, evitante e ambivalente.

Spesso sono soggetti insospettabili: funzionano bene in società ma sono dei manipolatori e bugiardi patologici

La violenza psicologica che sviluppano ai danni della vittima inizia in tempi insospettabili e sfocia nello stalking nel momento in cui quest’ultimo decide di abbandonare la relazione

QUANDO IL PERSECUTORE E’ DONNA  

Nel nostro paese le vittime di stalking di sesso maschile ammontano al 30% circa. Lo stalking al femminile vede coinvolte figure di donne con problematiche personali o relazionali molto evidenti (depressione, difficoltà economiche, etc.) La stalker cerca di manipolare, strumentalizza le situazioni. Tuttavia, emerge la pateticità più che l’aggressività

MISURE TERAPEUTICHE PER LO STALKER            

Il lavoro di cui si sente urgente necessità, deve consistere nell’accompagnamento dello stalker nel difficile percorso della separazione e del distacco affettivo.

Non è sufficiente fare ricorso alla giustizia punitiva, ma occorre corroborare quest’azione con la giustizia ripartiva. Le azioni moleste, lesive, violente vanno condannate con fermezza ma è imprescindibile un recupero delle persone sotto il profilo psicologico, in quanto gran parte degli stalker presenta una struttura di personalità patologica, che non permette loro di elaborare e superare un abbandono.

Proprio per la sua struttura di personalità, lo stalker può leggere la denuncia come un’ulteriore “provocazione” da parte della vittima, e spesso questo causa un’esplosione di violenza incontenibile. Un percorso di psicoterapia invece potrebbe aiutare concretamente lo stalker a prendere coscienza delle proprie azioni e superare il disagio che lo spinge a instaurare relazioni di dipendenza affettiva.

BIBLIOGRAFIA

  • Stalking. S. Merra. Ed. Soveri, 2011
  • Percorsi di aiuto per vittime di stalking. Modena Group. Ed. F. Angeli,2008
  • Rifiuto tossico. Stalker e trattamento: prigione o terapia?. AIPC Editore
  • Stalking: analisi di diritto comparato, psicologica e psicopatologica. Come difendersi? Diritto & Diritti.Portale giuridico Diritto.it
  • Dossier Stalking.pdf 2011 sito: www.stalking.it