Lo Stalking

COS’E’ LO STALKING

Il termine stalking tradotto con “sindrome delle molestie assillanti”, consiste in un insieme di comportamenti molesti, vessatori, persistenti nei confronti della vittima che si manifestano mediante pedinamenti, minacce, continue telefonate, incontri apparentemente casuali, ossessivo invio di lettere o sms, scritte sui muri e continue forme di provocazione.

 Si tratta di atti che, se estromessi dal contesto che li determina, possono apparire “stupidi e insignificanti”. Purtroppo però, per colui che ne è vittima rappresentano una vera e propria “persecuzione” che ne limita significativamente il normale svolgimento della vita di relazione.

il controllo del telefono è uno dei modi dello stalker per isolare la vittima

LE CONDOTTE PIU’ FREQUENTI

Tra le condotte più frequentemente utilizzate dallo stalker per spaventare la vittima ci sono

LE COMUNICAZIONI INDESIDERATE: Sono lettere e telefonate. Possono esserci anche scritti non inviati direttamente alla vittima o ad essa inviati tramite sms ed e-mail.  Solitamente sono agite direttamente verso la vittima; più raramente sono  attuate v/ i familiari o conoscenti della vittima per arrivare a colpire indirettamente la stessa.

I CONTATTI INDESIDERATI: I più diffusi sono i pedinamenti,  gli appostamenti o recarsi nei luoghi frequentati dalla vittima o ancora svolgere le sue stesse attività. Sono comportamenti diretti ad avvicinare in qualche modo la vittima

I COMPORTAMENTI ASSOCIATI: Tipiche condotte di questo tipo sono il far recapitare cibo o altri oggetti all’indirizzo della vittima anche a tarda notte oppure la cancellazione di servizi (elettricità, carta di credito) all’insaputa della vittima. Servono a danneggiare o intimidire la vittima.

Seguono le vittime per tutto il giorno

L’OBIETTIVO DELLO STALKER

Lo stalker ha come obiettivo sia quello di farsi  giustizia da sé sia quello di manifestare il “possesso” della vittima e di limitarne fortemente la libertà di autodeterminazione (facendo avvertire costantemente la propria “timorosa” presenza anche quando egli è distante dal luogo in cui si trova la vittima).  Dietro a questi comportamenti di molestia possono celarsi motivazioni molto diverse  ma con un denominatore comune: la paura dell’abbandono.

Questo fenomeno è riconducibile ad uno stile di attaccamento insicuro, evitante e ambivalente .

Secondo un’ottica psicodinamica , questa difficoltà  è alla base dell’incapacità di affrontare emotivamente la separazione:  la fase finale di un rapporto, infatti è vissuta come fonte di destabilizzazione, di perdita, di incertezza futura.                                                                                                                                                                                                                                            In un soggetto con predisponenti problematiche il sentimento vissuto con la separazione affettiva risulta insostenibile e provoca imponenti “reazioni di difesa di tipo aggressivo, rabbioso, invidioso”. Questi tratti sono caratteristici di alcuni tipi di personalità patologiche: quella borderline, quella narcisistica fino alla condizione di antisocialità. In rari casi la condotta di stalking sottende disturbi ben più gravi in una personalità che ha scarso contatto con la realtà come è evidente dalla produzione di deliri e allucinazioni, espressione della costruzione di una neorealtà.

Secondo i dati del 2011 raccolti dall’Osservatorio Nazionale Stalking tra gli stalkers il 20% soffre di un disturbo di personalità, mentre solo il 5% soffre di una psicopatologia grave, con totale perdita di contatto con la realtà. Il 70% presenta una rigidità nelle relazioni.

le manie dello stalker
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